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Ampliamento del catalogo dei reati presupposti di cui al Decreto Legislativo n. 231/2001

Mercoledì 4 ottobre 2023, il Senato italiano ha dato il via libera definitivo al disegno di legge (d.d.l.) n. 897, che ha convertito in legge, con alcune modifiche, il decreto legge n. 105/2023. Questa importante iniziativa legislativa ha introdotto significative modifiche e novità nel panorama giuridico italiano, in particolare riguardo alla normativa prevista dal Decreto Legislativo n. 231/2001.


Una delle modifiche di rilievo contenute in questa nuova legge è l'ampliamento del catalogo dei reati presupposti di cui al Decreto Legislativo n. 231/2001. Questo decreto, noto anche come "231" o "Legge sulla Responsabilità Amministrativa delle Persone Giuridiche", stabilisce la responsabilità delle entità giuridiche per determinati reati commessi nell'ambito delle loro attività.


Tra le novità più significative, vi è l'inclusione di nuovi reati che ora rientrano tra quelli considerati rilevanti per la responsabilità degli enti. In particolare, spiccano il reato di "turbata libertà degli incanti" previsto dall'articolo 353 del Codice Penale italiano e il reato di "turbata libertà del procedimento di scelta del contraente" contemplato nell'articolo 353-bis del Codice Penale. Entrambi questi reati sono stati inseriti nell'articolo 24 del Decreto Legislativo n. 231/2001, ampliando così il campo di applicazione di questa legge.


Inoltre, tra le nuove disposizioni introdotte, va menzionato anche il reato di "trasferimento fraudolento di valori" stabilito dall'articolo 512-bis del Codice Penale italiano. Questo reato, ora incluso nell'articolo 25-octies-1 del Decreto Legislativo n. 231/2001, contribuisce ulteriormente a espandere la gamma di reati contemplati dalla legge.


In sintesi, la conversione in legge del d.l. n.105/2023 con le sue modifiche ha portato a un significativo ampliamento del quadro dei reati presupposti di cui al Decreto Legislativo n. 231/2001, rendendo le aziende e le entità giuridiche ancor più responsabili e soggette a sanzioni in caso di comportamenti illegali nell'esercizio delle loro attività. Queste nuove disposizioni mirano a rafforzare la legalità e l'integrità nel contesto aziendale e istituzionale italiano.

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